portoferraio traghetto
S’arrampica sul traghetto ormeggiato
ora lo show è finito su YouTube
Portoferraio: un giovane sale di notte mentre gli amici lo filmano in barba all’antiterrorismo
prenotazione traghetti
PORTOFERRAIO. E’ notte e un giovane, poco più che ventenne, viene filmato dagli amici mentre entra a bordo del traghetto deserto, ormeggiato all’Alto Fondale di Portoferraio. Si arrampica sulla fune, si sporge sul ponte, e raggiunge indisturbato il punto più alto della nave, il fumaiolo di poppa. Un episodio che probabilmente risale all’estate (visto l’abbigliamento dei protagonisti) e che da ieri spadroneggia su YouTube, il sito internet di video più cliccato dal popolo del web. Il filmato, poco più di quattro minuti, mostra il ragazzo che, con la sicurezza di un acrobata, riesce a salire sulla nave ammiraglia della Toremar.
Si tratta del traghetto che effettua giornalmente il collegamento tra l’Elba e il continente. Fa ginnastica sul parapetto del ponte, corre lungo i corridoi esterni del traghetto, sulle scale, raggiunge la vetta della nave. E, in pieno stile piratesco, si proclama padrone dell’imbarcazione.
I tre amici a terra intanto applaudono e lo incitano a continuare lo show. A quel punto scivola lungo la gomena di poppa, resta appeso reggendosi su due braccia, poi su una, finché non si tuffa in mare. Qualche secondo dopo compare sulla banchina vittorioso, alza le braccia, lancia il suo zaino verso il cielo. E’ notte, e i ragazzi si muovono spavaldi sotto la luce di un lampione, alla faccia delle gabbie antiterrorismo.
La bravata è compiuta, il filmato finisce su internet, sotto gli occhi di tutti, col titolo “Tedesco sale di notte sulla nave Aethalia”. Una goliardata notturna, che però fa riflettere sulla scarsa sicurezza del nostro porto. Possibile che nessuno abbia visto il giovane, e che non sia stato bloccato?
«Secondo il codice della Marina – spiega la Capitaneria di porto – il trenta per cento dei membri dell’equipaggio dell’Aethalia avrebbe dovuto essere a bordo per espletare tutte quelle azioni che sono relative alla custodia e alla sicurezza del traghetto. Non è assolutamente possibile – aggiunge la Capitaneria – che la nave fosse stata lasciata incustodita. Il codice parla chiaro: ci deve essere qualcuno dell’equipaggio per gestire emergenze di qualsiasi tipo. Potrebbe scoppiare un incendio improvviso a bordo oppure potrebbe verificarsi un peggioramento delle condizioni atmosferiche che rendono necessario un rinforzo dei cavi d’ormeggio. Ne va della sicurezza del mezzo e del porto».
Internet. Il video può essere visto sul sito del Tirreno,
Archivio per 11 Marzo 2008

portoferraio traghetto
Marzo 11, 2008
portoferraio preparativi per il convegno di Maggio
Marzo 11, 2008portoferraio
Isole minori, vanno avanti i preparativi del convegno in programma a fine maggio
A Portoferraio incontro tra l’assessore regionale Bertolucci e gli amministratori dell’Arcipelago toscano
L’assessore regionale al bilancio e alle politiche del mare, Giuseppe Bertolucci, ha incontrato stamani a Portoferraio gli amministratori dell’ Arcipelago toscano per preparare il convegno internazionale in programma all’Elba il 29 e 30 maggio sulle isole minori. All’ incontro erano presenti rappresentanti di comuni, Parco dell’Arcipelago e Comunità Montana oltre a Catalina Schezzini, presidente dell’Associazione nazionale isole minori (Ancim) che, insieme alla Regione, promuove l’iniziativa. “Il convegno – ha detto Bertolucci – discende come prima concreta iniziativa da quanto è scritto nel documento sulle politiche integrate della Toscana del mare, approvato in febbraio dal Consiglio regionale. L’evento avrà come protagoniste proprio le comunità locali e le loro istituzioni. Dell’importanza di questo appuntamento ho visto molta consapevolezza negli amministratori presenti alla riunione – ha detto ancora Bertolucci – . In particolare è stato sottolineato come si tratti di una grande occasione che si presenta per discutere del presente e del futuro delle isole minori, in primo luogo del nostro Arcipelago in relazione alle realtà del Nord Europa e delle altre isole del Mediterraneo”. “Ho riscontrato molta attesa – ha concluso l’ assessore – e voglia di esserci e di partecipare, a cominciare da Comuni, Parco e Comunità Montana che hanno espresso il loro apprezzamento per l’impegno, anche finanziario, della Regione Toscana verso le sue isole”. Il punto della situazione, con l’assessore Bertolucci e il presidente Schezzini, sarà nuovamente fatto all’Elba nella seconda metà del mese di aprile.

L’Elba è l’isola delle farfalle
Marzo 11, 2008PORTOFERRAIO (Livorno). Una serie di studi molto recenti ha portato alla ribalta le farfalle delle isole italiane su alcune importanti riviste scientifiche. In particolare il Journal of Biogeography (la più influente rivista di biogeografia al mondo) dedicherà alla Coenonympha corinna (farfalla presente a Capraia, nella foto) la copertina del numero di Aprile.
Ma perché tanto interesse?
Lo abbiamo chiesto a Leonardo Dapporto autore di questi articoli e che da anni conduce studi sulle farfalle dell’arcipelago ed ha intrapreso una collaborazione con Ornella Casnati, del direttivo di Legambiente Arcipelago toscano, per il censimento fotografico dei lepidotteri presenti.
«Le isole italiane rappresentano un importantissimo “biodiversity hotspot”- ci ha spiegato Dapporto – cioè un’area dove la biodiversità è particolarmente ricca. Questo è vero non solo per le grandi isole (Sicilia, Sardegna, Corsica) ma anche per le isole cosiddette “minori”. Uno studio in particolare in stampa sul Journal of Insect Conservation ha cercato di evidenziare delle priorità di conservazione tra le isole minori. In pratica si è voluto capire quali isole fossero fondamentali per la protezione delle farfalle. Da qualunque punto di vista si sia tentato di analizzare i dati, l’isola d’Elba è sempre risultata tra le più importanti ottenendo alla fine un punteggio nettamente superiore a tutte le altre isole minori italiane. La ragione di questo risultato è dovuta principalmente a due fattori: la sua posizione tra Corsica e Toscana e la sua notevole altitudine massima (il Monte Capanne). Infatti la compresenza di ambienti costieri e submontani ben conservati fanno si che l’Elba possa ospitare un gran numero di specie diverse di farfalle. Ma ciò che più la rende unica è la sua felicissima posizione “a ponte” tra Corsica e Toscana. Grazie alla sua collocazione infatti l’Elba può raccogliere specie provenienti da queste due aree e, proprio come il pivot della pallacanestro, “smistare” le farfalle tra la Toscana e la Corsica e anche verso le altre isole dell’Arcipelago Toscano. Quest’ultime senza la presenza dell’isola d’Elba sarebbero probabilmente molto meno ricche di farfalle e meno interessanti dal punto di vista biogeografico. Come risultato di queste dinamiche, all’Elba è presente una sorta di “fauna chimera” dove si uniscono endemismi tipici dell’area sardo-corsa (Hipparchia neomiris e Hipparchia aristaeus) e del continente italiano assenti sulle altre isole (Aglais urticae, Melitaea cinxia) oltre a un importantissimo piccolo contingente di endemismi e sub-endemismi (Plebejus villai e Coenonympha elbana)».
Nel piano del parco è prevista una zona di tutela integrale sul Capanne, quale importanza potrebbe rivestire questa decisione per la conservazione delle farfalle?
«In effetti data l’altissima concentrazione di farfalle rare, l’area del Monte Capanne necessiterebbe di una protezione maggiore rispetto all’attuale. Comunque, la presenza di un Parco Nazionale su quest’isola rappresenta già un’opportunità unica per proteggere questo puzzle irripetibile di specie.»

storia napoleone portoferraio
Marzo 11, 2008Personaggi storici – Tutti gli Articoli
La bandiera napoleonica dell’Elba
Napoleone e la nuova bandiera dell’Elba
Il mistero delle tre api e il dibattito tra gli storici
Il nuovo stato aveva bisogno di una bandiera. Napoleone pensava che il vessillo dovesse essere innanzitutto simbolo di unità: venne scelta verosimilmente la bandiera usata dai cavalleggieri polacchi, bianca con tre api d’oro su una striscia rossa trasversale. Alcuni contemporanei dicevano che Napoleone possedesse un libro con tutte le antiche bandiere toscane, altri che Napoleone volle qualcosa che rimandasse all’antico dominio degli Appiani sull’isola. Il significato del drappo scelto dall’imperatore è stato a lungo materia di dibattito anche tra gli storici. L’ape doveva nascere dal giglio simbolo degli odiati Borboni. Le tre api probabilmente rappresentavano la tripartizione che l’isola aveva avuto fino a dodici anni prima. La bandiera napoleonica fu issato per la prima volta su Forte Falcone, il punto più alto di Portoferraio, il 4 maggio 1814: era il segnale del via libera allo sbarco dell’imperatore. Questa bandiera fu per 10 mesi segno di prestigio e rispetto per i bastimenti che la issavano nei porti del Mediterraneo.
Portoferraio

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Marzo 11, 2008 Personaggi storici – Tutti gli Articoli
Capoliveri
Napoleone all’isola d’Elba, tra strette di mano e cannoni
Amici e “nemici” dell’imperatore durante il soggiorno isolano
L’imperatore girò in lungo e in largo tutta l’isola. Dopo pochi giorni giurò di conoscere a memoria l’Elba. Si concentrò molto sulle miniere di ferro del versante riese e capoliverese: era sua intenzione di avviare un grandioso progetto di urbanizzazione e industrializzazione. Curò i rapporti con le autorità locali, il Maire di Rio Castello e Rio Marina Gualandi. Intensifico i rapporti con il potente Andrè Pon de l’Herault, direttore delle miniere. Poi, secondando la sua indole, prese possesso dell’Isola di Pianosa e dell’Isolotto di Palmaiola. L’imperatore venne accolto in ogni sua visita in maniera calorosa e degna del più popolare sovrano, tranne nel caso del comune di Capoliveri. Qui dominava un prete che rispondeva al nome di Don Bartolini. Alle notizie che giungevano da Portoferraio di un probabile aumento delle tasse, il curato incitò la folla contro il nuovo sovrano sbarrandogli il passo. La notizia non piacque a Napoleone che inviò un contingente armato di cannoni e moschetti alle porte di Capoliveri. Don Bartolini e i suoi compaesani tornarono sui loro passi e pochi giorni dopo Napoleone entrava in paese accolto in maniera trionfale dai sudditi, affiancato nel tragitto dallo stesso curato.

napoleone all’elba
Marzo 11, 2008napoleone
Personaggi storici – Tutti gli Articoli
Villa dei Mulini nel periodo in cui fu residenza napoleonica
Napoleone, un ciclone all’Elba
Bonaparte, “principe dell’isola”, tra progetti e aspettative
isola d’elba storia
L’arrivo di Napoleone all’Elba segnò un punto di non ritorno per l’isola. Era cominciata la “Modernità”. La rapidità e la portata degli avvenimenti scuoterono fin nelle fondamenta la società civile. Gli isolani, frastornati e confusi, decisero di collaborare fin da subito con i francesi e accolsero il loro principe con tutti gli onori. Furono sicuramente sudditi devoti, anche perché avevano fiutato fin da subito i possibili vantaggi. Adesso si trovavano il loro imperatore in casa e l’Elba sarebbe stata proiettata al centro del mondo. L’economia si sarebbe risollevata, ne avrebbero beneficiato il commercio e la marineria. L’agricoltura avrebbe sicuramente tratto vantaggi, così come l’importantissima produzione mineraria. Avrebbe avuto impulso la costruzione di strade moderne e di infrastrutture. Sotto l’attenta direzione del Bonaparte tutti questi settori conobbero uno slancio notevole. L’impulso decisivo, dovuto alla presenza dell’imperatore fu ostacolato soltanto dalla scarsità di fondi in dotazione; molte opere restarono incompiute o sotto forma di progetto. Il sovrano cercò di edificare un vero e proprio stato moderno. A livello militare organizzò, per quel che poteva, un piccolo esercito che raggiunse un numero di 1647 uomini di cui 400 erano elbani, a cui va aggiunta la piccola flotta di nove bastimenti .