napoleone all’elba

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Villa dei Mulini nel periodo in cui fu residenza napoleonica
Napoleone, un ciclone all’Elba
Bonaparte, “principe dell’isola”, tra progetti e aspettative
isola d’elba storia

L’arrivo di Napoleone all’Elba segnò un punto di non ritorno per l’isola. Era cominciata la “Modernità”. La rapidità e la portata degli avvenimenti scuoterono fin nelle fondamenta la società civile. Gli isolani, frastornati e confusi, decisero di collaborare fin da subito con i francesi e accolsero il loro principe con tutti gli onori. Furono sicuramente sudditi devoti, anche perché avevano fiutato fin da subito i possibili vantaggi. Adesso si trovavano il loro imperatore in casa e l’Elba sarebbe stata proiettata al centro del mondo. L’economia si sarebbe risollevata, ne avrebbero beneficiato il commercio e la marineria. L’agricoltura avrebbe sicuramente tratto vantaggi, così come l’importantissima produzione mineraria. Avrebbe avuto impulso la costruzione di strade moderne e di infrastrutture. Sotto l’attenta direzione del Bonaparte tutti questi settori conobbero uno slancio notevole. L’impulso decisivo, dovuto alla presenza dell’imperatore fu ostacolato soltanto dalla scarsità di fondi in dotazione; molte opere restarono incompiute o sotto forma di progetto. Il sovrano cercò di edificare un vero e proprio stato moderno. A livello militare organizzò, per quel che poteva, un piccolo esercito che raggiunse un numero di 1647 uomini di cui 400 erano elbani, a cui va aggiunta la piccola flotta di nove bastimenti .

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